Miscellanea letteraria

Santa Claus

  • Pagine96
  • Prezzo10.00
  • Anno2009
  • ISBN978-88-8273-107-6
  • NoteCon testo originale a fronte
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Santa Claus

Morte: Qualcosa che non va, fratello?
Santa Claus: Sì.
Morte: Sei malato?
Santa Claus: Sì, sono malato, ma nel cuore. Sono accorato. Morte: Qual è il problema? Su, dillo. Santa Claus: Ho così tanto da donare! E nessuno è disposto a prendere… Morte: Anch’io ho un problema di distribuzione, ma nell’altro senso. Santa Claus: Nell’altro senso?
Morte: Esatto. Santa Claus: E cioè?
Morte: Voglio dire che ho così tanto da prendere e nessuno vuol dare.
Santa Claus: Strana cosa.
Morte: […] Ora, riguardo a quest’indole indonabile che tu tenti di donare, questo dono che nessuno è capace di prendere – che cos’è esattamente?
Santa Claus: Non lo so.
Morte: Io invece lo so.
Santa Claus: Davvero?
Morte: Sì. È il dono dell’intesa, il dono dell’intendere.
Santa Claus: Il dono dell’intesa? Morte: Sì: il dono dell’intesa.
Santa Claus: Ma dimmi, come fai a saperlo?
Morte: Sei tu che me l’hai detto quando mi hai risposto «Non lo so». E me l’hai anche detto quando hai affermato di avere qualcosa da donare. L’intesa, infatti, non è forse l’unico dono? Ebbene, questo è precisamente il tuo problema. Noi non viviamo in un’epoca di doni: questa, amico mio, è piuttosto un’età di venditori e di mercanti, l’età del mercato; e tu sei carico dell’unica cosa che non può essere venduta.
Santa Claus: Posso farti una domanda?
Morte: Prego.
Santa Claus: Qual è la cosa più facile da vendere?
Morte: La conoscenza.
Santa Claus: La conoscenza – priva di intesa, priva dell’intendere?
​Morte: Esatto.

​Edward Estlin Cummings (1894-1962) è una delle principali voci della poesia americana del secondo dopoguerra; poeta popolare (celebre soprattutto per le sue poesie d’amore), è al contempo anche uno dei grandi innovatori della lingua inglese del XX secolo. Oltre a tremila poesie, ha pubblicato un romanzo autobiografico, un “diario di viaggio russo-sovietico”, quattro drammi e numerosi saggi tra cui le celebri “sei non-conferenze”, riprodotte in appendice al volume.

Il giudizio del cuore

  • Pagine240
  • Prezzo22.00
  • Anno2006
  • ISBN978-88-8273-071-0
  • Note
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Il giudizio del cuore

Tra i più importanti scrittori del Novecento americano, a volte osannato altre denigrato, mai comunque ignorato, Henry Miller ci consegna qui un insieme di riflessioni che non sono sicuramente inferiori, quanto a valore, alle sue più note opere narrative, unanimemente riconosciute come capolavori. In questo libro, uscito nel 1941 ed ora tradotto e pubblicato per la prima volta in lingua italiana, tutti i temi sono trattati in un’altalena di toni, umori, atmosfere e visioni che tengono il lettore costantemente in balia della scrittura, sospeso tra le lacrime e la risata, tra l’angoscia e lo stupore. Vi troviamo riflessioni di sapore filosofico, tributi al mondo dell’arte, dalla scrittura alla pittura, dal cinema alla fotografia, ma anche il tenero racconto dell’amore per una prostituta parigina, esclusivamente carnale ma che proprio nella carnalità si eleva a forma d’amore metafisico, e ancora il violento atto d’accusa alla politica militare americana, i continui rimandi e riferimenti alla politica europea, all’Europa di Hitler e Mussolini, le lucide – e incredibilmente attuali – considerazioni su una civiltà alle soglie della catastrofe mondiale. Il libro, magistralmente scritto, con stili e cadenze diverse, quasi musicali, può essere letto come un percorso: un percorso, personalissimo, dell’autore che, muovendo da fatti e personaggi della sua epoca, da contenuti esistenziali fondamentali, lascia che sia il suo cuore a giudicare, a parlare per lui, ma che, strada facendo diventa anche il percorso, universale, dell’uomo alla ricerca di se stesso, del senso e della pienezza della vita. Poetico e struggente, a volte impietoso e severo, è un piccolo scrigno dal quale attingere di tanto in tanto e da assaporare lentamente, a cuore aperto.

 

Henry Miller nasce a New York il 26 dicembre 1891 da emigrati tedeschi e muore nel 1981. La sua carriera letteraria appare tumultuosa quanto la sua vita privata. La sua prosa, a volte liricamente poetica, a volte esplicitamente scurrile, rappresenta la sfida diretta e provocatoria ai costumi morali del tempo, e la ragione per la quale buona parte delle opere, oggi riconosciute ovunque come capolavori, vide la luce a Parigi prima ancora che negli Stati Uniti, dove fu bandita fino ai tardi anni Sessanta. Tra queste opere ricordiamo, Tropico del Cancro (1934), Tropico del Capricorno (1939), Il colosso di Marussi (1941).

Lentamente nell’ombra

  • Pagine176
  • Prezzo16.50
  • Anno2005
  • ISBN978-88-8273-062-8
  • Note
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Lentamente nell’ombra Raccolta di fogli dispersi 1980 - 1992

I testi raccolti in questo volume, apparsi tra il 1980 e il 1992, permettono di ripercorrere le esperienze dell’autore relative alla lettura, alla scrittura e alla traduzione, ma anche alla critica d’arte e all’intervento politico. Voluti dal suo editore tedesco per celebrare i cinquant’anni dello scrittore, sono in realtà il modo migliore per festeggiare i suoi lettori, coloro i quali hanno atteso, nel corso del tempo, la sua scrittura con cuore sincero, come un appuntamento misterioso attraverso cui nutrire la propria sensibilità e la propria fantasia. Per Peter Handke, infatti, il lettore è “un decifratore amico dei libri, spinto da quella necessità, quel piacere e quella gioia che sono causa una dell’altra”. Così, attraverso il rapporto che questi scritti intrattengono con altri amici dei libri, si può forse percepire il respiro di un modo di sentire il mondo che con le sue vicende, le sue letture, in un momento decisivo di un uomo, che non ha cessato di disturbare questa stagione della letteratura di lingua tedesca e il panorama culturale occidentale con la sua scrittura, con le sue prese di posizione, con il suo struggente desiderio. Nonostante l’apparenza, quest’opera non è un libro, ma una presa di posizione: una forma di vita, un modo di pensare, di guardare, di incamminarsi. Il motivo conduttore che lo anima trae origine dall’incipit di un’egloga di Virgilio, Lentus in umbra: chi sta percorrendo la propria esperienza di scrittura e di vita, sa che le parole non sono semplicemente a sua disposizione, ma vanno scoperte “lentamente nell’ombra”. Poiché solo chi dona l’ombra alla sua parola le dona anche il senso. Questo nuovo libro di Handke irradia una forza inafferrabile: essa racchiude tutta l’esperienza poetica che è all’origine delle opere che ha fatto nascere, così come della vita che avrà fatto pulsare con la loro lettura. (P.P.)

​Peter Handke nato nel 1942 a Griffen in Austria, autore di poesie, saggi, drammi e romanzi, è tra i massimi letterati viventi.

Da Omero a Colombo

  • Pagine272
  • Prezzo19.50
  • Anno2002
  • ISBN978-88-8273-039-0
  • Note
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Da Omero a Colombo Itinerario attraverso l'opera di Friedrich Hölderlin

Friedrich Hölderlin (1770-1843) ha compiuto nel corso della sua vita un unico viaggio al di fuori dei paesi di lingua tedesca. L’esperienza di questo viaggio, intrapreso alla fine del 1801 per raggiungere Bordeaux, dove aveva ottenuto un posto di precettore, si rivelerà però, insieme al viaggio di ritorno, compiuto solo pochi mesi dopo, come un passaggio decisivo, con il quale al poeta si è mostrato il compito stesso della propria poesia: portare nelle nuove lontananze occidentali il saluto della patria, dove il poeta è tornato. Prima della definitiva caduta nella follia, i grandi inni dell’ultimo periodo (fino al 1804) e le traduzioni dal greco raccoglieranno l’esperienza poetica di questo lungo ritorno in patria, incominciato già molto prima di Bordeaux. Partendo dai tentativi giovanili, attraverso le opere della precoce maturità, il libro segue il tentativo del poeta di ritrovare la memoria di quel ritorno; memoria per la quale la Francia meridionale evoca la vicinanza della Grecia antica e, al tempo stesso, costituisce il punto di partenza del viaggio di esplorazione verso il Nuovo Mondo.

Chiara Sandrin ha studiato filosofia e germanistica a Roma, Tübingen e Torino. Si è occupata soprattutto dell’età classico-romantica e, tra l’altro, di Rilke, Musil, Kafka, E. Jünger e Celan. Attualmente è Professore associato di Letteratura tedesca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino.

La cucina futurista

  • Pagine164
  • Prezzo28.92
  • Anno1998
  • ISBN978-88-8273-004-8
  • Note(con 14 tavole originali a colori fuori testo, opera di Marialuisa de Romans)
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La cucina futurista Un pranzo che evitò un suicidio

“Contrariamente alle critiche lanciate e a quelle prevedibili, la rivoluzione cucinaria futurista, illustrata in questo volume, si propone lo scopo alto, nobile ed utile a tutti di modificare radicalmente l’alimentazione del nostro popolo, fortificandolo, dinamizzandolo e spiritualizzandolo con nuovissime vivande in cui l’esperienza, l’intelligenza e la fantasia sostituiscano economicamente la quantità, la banalità, la ripetizione e il costo. Questa nostra cucina futurista, regolata come il motore di un idrovolante per alte velocità, sembrerà ad alcuni tremebondi passatisti pazzesca e pericolosa: essa invece vuole finalmente creare un’armonia tra il palato degli uomini e la loro vita di oggi e di domani. [...] Non a caso questa opera viene pubblicata nella crisi economica mondiale di cui appare imprecisabile lo sviluppo, ma precisabile il pericoloso panico deprimente. A questo panico noi opponiamo una cucina futurista, cioé: l’ottimismo a tavola”.

Queste le parole spassose e folgoranti di Marinetti stesso, usate nell’introdurre questa sua fenomenale opera di gastronomia, scritta nel 1932: l’ultimo dei “Manifesti” futuristi. Si tratta di un vero e proprio manuale di cucina con tanto di ricette, menù e suggerimenti per imbandire banchetti lussuosi e, più semplicemente, per servire gustosi e originalissimi pranzi ... il tutto in stile rigorosamente futurista! Ma non finisce qui. Questo è sì un libro di cucina ma anche, e forse soprattutto, uno straordinario spaccato della cultura futurista, dei suoi ideali e del suo approccio alla realtà. Insomma un saggio dell’ironia dei futuristi, in queste pagine a tratti strepitosa, e del loro prorompente gusto per la polemica e della loro sfrenata fantasia. Sorge persino il sospetto che la recondita intenzione degli autori fosse la parodia, di più, l’autoparodia.

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 1876 - Bellagio, 1944) fu l’ideatore e il fervido ispiratore del futurismo. Suo infatti il “Manifesto futurista” che apparve sulle pagine del Figaro, a Parigi, nel 1909. Inesauribile animatore del movimento per oltre trent’anni, Marinetti promosse e sostenne il futurismo non solo in Italia ma anche in Francia, Germania, Inghilterra, Russia e America attraverso ininterrotti viaggi, conferenze, mostre d’arte e rappresentazioni teatrali.

​Luigi Colombo, “Fillìa” dal cognome materno, nacque a Cuneo nel 1904 e morì a Torino nel 1936. Poliedrico e fertilissimo esponente del movimento futurista, Fillìa fu scrittore, poeta e pittore. Inoltre fondò e diresse importanti riviste di architettura.